Volodymyr Zelenskyy, dichiarazioni ufficiali
Cosa è successo, in breve?
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto un referendum per decidere il futuro del Donbass, una regione orientale dell'Ucraina contesa con la Russia. Questa proposta arriva mentre gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, spingono per un accordo di pace che includerebbe la creazione di una "zona economica libera" nel Donbass, richiedendo il ritiro delle truppe ucraine. Zelensky ha sottolineato che qualsiasi concessione territoriale deve essere approvata dal popolo ucraino attraverso un voto. Nel frattempo, sono previsti summit a Parigi e Berlino per discutere un possibile accordo entro Natale.
Domanda CondividiPerché proporre un referendum? 🗳
In molti Paesi, compresa l’Ucraina, cambiare i confini o cedere territori è un fatto molto serio. Ecco le motizazioni che spingono al referendum:
Cosa voterebbe la gente? 🇺🇦
Durante la guerra è molto difficile organizzare un voto libero e sicuro in tutte le zone interessate: molte aree del Donbass sono controllate dalla Russia o non sono accessibili alle autorità ucraine. - Un referendum può essere usato o manipolato dalle parti in conflitto, se non ci sono osservatori internazionali e garanzie. - Anche se la gente votasse, servirebbero meccanismi per attuare e far rispettare il risultato, altrimenti il voto resterebbe “sulla carta”.
Domanda CondividiSarebbe fattibile nelle pratica?
Molto difficilmente. Ecco le motivazioni:
In pratica, senza tutto questo, molti paesi ed organizzazioni potrebbero non riconoscerne il risultato. ✅
Domanda CondividiÈ legale ⚖️ per l'Ucraina?
No.
Un voto libero, uguale e segreto in queste condizioni è molto difficile e mette in dubbio la legittimità di qualsiasi risultato.
Domanda CondividiCome risponde la Russia 🇷🇺 all'idea?
La risposta ufficiale di Mosca è stata netta e critica: funzionari del Cremlino hanno detto che non ritengono accettabile l’idea che l’Ucraina decida unilateralmente di cedere il Donbass e hanno lasciato intendere che la Russia considera quella regione parte dei suoi interessi fondamentali.
È importante ricordare che, dopo l’invasione, la Russia ha già organizzato e dichiarato validi referendum nelle aree che controlla per giustificare annessioni; per questo motivo Mosca difficilmente riconoscerebbe un voto ucraino che le tolga terra. Questa storia pesa molto sulla credibilità reciproca e sulla fiducia nei negoziati.
Ci sono precedenti simili?
Sì — ci sono precedenti. Negli ultimi decenni ci sono stati casi molto diversi: alcuni riconosciuti e supervisionati dalla comunità internazionale, altri organizzati da forze che non sono state riconosciute come legittime.